Prepararsi alla prossima pandemia

Le tragiche morti, disabilità e il caos causati dal COVID-19 stanno svanendo dalla memoria collettiva. La pandemia ha creato una crisi sanitaria globale che ha portato a oltre 7 milioni di decessi accertati, a circa 28 milioni di decessi in eccesso e a profonde perturbazioni sanitarie, economiche e sociali. Ha messo in luce gravi carenze nella preparazione alle pandemie e debolezze nei sistemi sociali e sanitari. Eppure, nonostante il rischio di pandemie sia in aumento, il mondo non si è dimostrato pronto per la prossima.

Il 21 settembre è stato pubblicato un nuovo rapporto della Commissione Lancet , intitolato ” Pandemic Readiness through Institutions, Mobilising Communities, and Equity (PRIME) Commission” (National University of Singapore ) . Presentato in concomitanza con l’81a Assemblea Generale delle Nazioni Unite e in vista della Riunione di Alto Livello delle Nazioni Unite sulla Prevenzione, la Preparazione e la Risposta alle Pandemie, il rapporto si propone di ridefinire le modalità di tutela della salute prima, durante e dopo una pandemia.

Ecco una sintesi del Rapporto della Lancet Commission:

La pandemia di COVID-19 ha rappresentato un duro colpo non solo per le istituzioni e i servizi sanitari pubblici di tutto il mondo, ma anche per la vita, il sostentamento e il benessere delle persone. Questa crisi sanitaria globale di vasta portata ha causato oltre 7 milioni di decessi accertati e circa 28 milioni di decessi in eccesso a livello globale, accompagnata da profonde ripercussioni sanitarie, economiche e sociali. Le misure di sanità pubblica hanno salvato molte vite, ma la pandemia di COVID-19 ha anche rivelato che una protezione efficace non è ugualmente fattibile per tutti. La capacità delle persone di isolarsi, accedere alle cure, mantenere il proprio reddito, proseguire gli studi, ricevere informazioni affidabili e guarire dipendeva dalle istituzioni, dalle tutele sociali e dalle relazioni comunitarie che le circondavano.

Le recenti epidemie dimostrano che queste sfide rimangono urgenti. Le epidemie di Ebola nell’Africa centrale e orientale, inclusa l’attuale epidemia causata dal virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda, si stanno sviluppando in un contesto di insicurezza, movimenti di popolazione, sistemi sanitari sotto pressione e contromisure limitate. Il focolaio virale che ha colpito diversi paesi delle Ande, nel frattempo, ha richiesto una rapida notifica e un coordinamento transfrontaliero e transfrontaliero. Sebbene diversi per portata e contesto, questi eventi mettono in luce la stessa sfida di fondo: la preparazione dipende non solo da piani formali, ma anche da sistemi in grado di individuare precocemente le minacce, proteggere le popolazioni colpite e gli operatori sanitari, sostenere i servizi essenziali, costruire fiducia, coinvolgere le comunità e coordinarsi in condizioni reali e difficili.
La lacuna centrale affrontata da questa Commissione è la discrepanza tra la preparazione formale e la protezione reale. Molti paesi hanno affrontato la pandemia di COVID-19 con piani, indicatori e capacità formali già predisposti, eppure la protezione è venuta meno in contesti caratterizzati da sovraffollamento abitativo, precarietà lavorativa, esclusione sociale, sfiducia, difficoltà comunicative o trasferimento del rischio da parte dei sistemi sanitari e sociali a famiglie e comunità. Questa Commissione sostiene che l’elemento mancante sia stato un approccio concreto e profondo che coinvolgesse l’intera società, collegando comunità, sistemi sanitari, protezione sociale, finanza, diritto, istruzione, lavoro, sistemi alimentari, governance ambientale e cooperazione regionale e globale.
La Commissione NUS– Lancet PRIME è stata istituita per ridefinire la preparazione alle pandemie e tradurre tale ridefinizione in un’attuazione pratica. L’obiettivo della Commissione è trasformare la prevenzione, la preparazione, la risposta e la ripresa dalle pandemie per il XXI secolo, individuando le situazioni in cui la protezione viene meno, spiegando perché questi fallimenti si ripetono e formulando raccomandazioni concrete per governi, comunità, enti regionali e partner globali. Gli obiettivi di PRIME sono di far passare la preparazione dai piani formali sulla carta alla pratica, rendere l’equità operativa anziché un’aspirazione e garantire che il successo sia valutato in base alla capacità di persone, comunità e istituzioni di mantenere una protezione equa in situazioni di stress.
Distinguiamo esplicitamente tra prontezza pandemica e preparazione pandemica. La prontezza pandemica va intesa come la capacità globale, che coinvolge l’intera società, di prevenire, prepararsi, rispondere, riprendersi e porre rimedio agli impatti delle pandemie lungo tutto il loro ciclo. La preparazione pandemica si riferisce all’aspetto della prontezza pandemica che riguarda la preparazione e il mantenimento di piani, competenze, infrastrutture tecniche e altre risorse fondamentali per rispondere a una pandemia.

Leggi tutto sull’editoriale di Lancet Getting ready for the next pandemic Volume 408, Issue 10561p1147September 26, 2026

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