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Articoli taggati con: Cure centrate sul paziente

Sanità di iniziativa in Toscana

6 febbraio 2017 – 12:18 |

Lorenzo Roti, Sandra Gostinicchi, Irene Bellini

La sanità d’iniziativa, declinata attraverso il Chronic Care Model, ha dimostrato di essere uno strumento efficace nella gestione delle malattie croniche, prevenendo l’aggravamento delle patologie, riducendo il ricorso ai ricoveri ospedalieri e gli accessi al pronto soccorso. In Toscana – dove più della metà della popolazione è assistita con questo modello – sta per entrare in vigore un nuovo approccio, non più basato sulle singole patologie, ma sulla stratificazione dei bisogni assistenziali e sul rischio cardiovascolare.

Come integrare ospedale e territorio. Con la Casa della salute.

3 ottobre 2016 – 14:21 |

Giancarlo Casolo

Con questo lavoro, silenzioso, poco visibile ho recuperato le motivazioni che talora in ospedale è difficile mantenere. I pazienti e i loro familiari manifestano soddisfazione, il medico di famiglia ottiene un sostegno diagnostico-terapeutico che consente di condividere scelte, talora anche difficili ma fondamentali. Sicuramente sono stati ridotti ricoveri e prestazioni non necessarie, ma soprattutto credo che stiamo assolvendo a uno dei più alti compiti che la nostra professione ci chiede: quello della cura del paziente e non solo del suo cuore.

Domande e risposte di cura. La voce dei Vulnerabili

13 giugno 2016 – 12:04 |

Gaia Jacchetti e Marzia Ravazzini

Una ricerca per osservare il rapporto tra i soggetti vulnerabili e organizzazione sanitaria nel contesto urbano utilizzando “la visuale del paziente”, in accordo con la convinzione degli autori che, seppur vulnerabili, i pazienti siano pienamente titolati a partecipare attivamente alla gestione della propria condizione. I soggetti vulnerabili riportano un bisogno sanitario, cui si affianca immediatamente un bisogno di salute più ampio: senza lavoro, con abitazioni insicure, poco alfabetizzati, con famiglie frammentate e affetti lontani si muovono in cerca di cura sapendo che non possono “stare bene” altrimenti.

La medicina vestita di narrazione

8 giugno 2016 – 14:38 |

Andrea Lopes Pegna

La narrazione racconta la malattia, sia da parte dell’ammalato nei confronti del medico che da parte del medico nei confronti dell’ammalato. La narrazione rappresenta così il ponte indispensabile tra l’ammalato e il medico; la parola è lo strumento di comunicazione. Il libro di Sandro Spinsanti colpisce perché con semplicità e chiarezza riesce ad entrare dentro i problemi che riguardano la malattia, la cura medica, il rapporto medico/paziente e, in profondità, il fine vita.

eHealth in Kaiser Permanente. Integrazione e paziente al centro

3 maggio 2016 – 10:29 |

Sabina De Rosis

Kaiser Permanente è riconosciuto come “il volto buono della sanità americana”, un’organizzazione sanitaria da imitare per la sua capacità di erogare servizi sanitari ad elevata qualità, per l’indiscussa priorità assegnata alle cure primarie, per la capacità di innovazione. La ricetta di Kaiser Permanente vede come ingredienti principali la forte integrazione dei servizi e la centralità dei pazienti.

Se Uber sbarca in sanità

14 marzo 2016 – 10:33 | 5 commenti

Gavino Maciocco

Uber ha intercettato un bisogno (rivelatosi enorme, su scala planetaria) e c’è voluto poco perché nella Silicon Valley qualcuno non applicasse l’app di Uber anche in sanità. Come per Uber nel campo dei taxi, le innovazioni Uber-like in sanità mettono a nudo l’incapacità e il ritardo del sistema – e soprattutto dei professionisti – nel venire incontro alle legittime esigenze degli utenti. Ciò rappresenta un’opportunità e anche un forte stimolo verso il cambiamento. Ma la medaglia di queste innovazioni ha un’altra faccia, assai meno amichevole e rassicurante.

La multimorbosità: una priorità per le politiche europee

23 novembre 2015 – 09:00 | Un commento

Marina Maggini

La multimorbosità (multimorbidity), definita come presenza di due o più patologie croniche nella stessa persona, è considerata uno dei problemi emergenti per i sistemi sanitari dei Paesi occidentali, ancora inadeguati ad affrontare una domanda sanitaria che richiede una vasta riorganizzazione dei servizi in funzione di una domanda sanitaria, diversa per quantità e qualità da quella attuale, per la quale è necessario adattare i servizi e le prestazioni offerte ai reali bisogni dei cittadini: da un approccio orientato alla patologia a un approccio orientato alla persona. Il Chronic Care Model.

Autogestione del diabete e “health capability”

22 luglio 2015 – 07:20 | Un commento

Sergio Cinocca, Rossella D’Avenia, Alessandra Raggi

Forse ci si dovrebbe astenere dal dare i consueti consigli “mangiare sano e fare attività fisica” fino a che non si è compreso il contesto in cui vivono i pazienti. Sarebbe invece molto più costruttivo impegnarsi per migliorare il contesto di vita dei pazienti, riducendo le loro difficoltà economiche, migliorando l’accesso a cibi sani, favorendo il supporto dei familiari (e aiutando anche loro nel cambiamento degli stili di vita) e rendendo più fruibili le informazioni sanitarie. Tutto ciò per migliorare anche l’health capability.

Tra il medico e l’infermiera non mettere il comma

20 maggio 2015 – 09:42 | 2 commenti

Marcella Gostinelli e Andrea Vannucci

Il comma 566 della legge di stabilità, volendo ridefinire ruoli e competenze delle professioni sanitarie, ha suscitato un dibattito in cui sono venuti alla luce i peggiori istinti corporativi. Ne parlano un medico e un’infermiera, che si trovano d’accordo: Predefinire rischia di escludere tutto quello che s’impara lavorando e quanto si può cambiare lavorando. Non si tratta solo di più esperienza, anche di nuove e diverse esperienze. Predefinire ostacola ogni innovazione e non aiuta a porsi come dovremmo di fronte alla complessità del malato.

Contraccezione d’emergenza. Persiste la disinformazione a danno degli utenti

7 ottobre 2014 – 10:19 |

Ersilia Sinisgalli

Negata la contraccezione d’emergenza al pronto soccorso dell’ospedale di Voghera adducendo motivazioni etiche e di coscienza. Levonorgestrel, non è un farmaco abortivo: agisce infatti inibendo o ritardando l’ovulazione. In molti paesi – dall’Australia alla Turchia, dalla Svezia, alla Svizzera, alla Spagna – è venduto come farmaco da banco, senza prescrizione medica.

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