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Articoli taggati con: La salute dei migranti

Il sonno della ragione genera mostri (a proposito di migrazioni)

16 ottobre 2017 – 09:42 |

Emilio Di Maria

Stabilire corridoi umanitari rimane una forma di intervento ineludibile. Perciò esprimiamo gratitudine e solidarietà con le organizzazioni che hanno scelto di avvicinare le frontiere, anziché allontanarle. Citiamo la comunità di Sant’Egidio e la Federazione delle Chiese evangeliche, Chiese valdesi e metodiste, che hanno allestito con “Mediterranean Hope” corridoi umanitari con i campi profughi in medio oriente. E citiamo Medici Senza frontiere che in un editoriale recentemente pubblicato su Lancet ci ricordano che “La medicina umanitaria è molto più che un esercizio tecnico”.

La verità sulla morte di Ibrahim Manneh

18 luglio 2017 – 09:44 | 6 commenti

Novella Formisani

È dal 10 luglio che Napoli vive una costante e crescente mobilitazione, un grido di dolore e di rabbia che stenta a raggiungere il resto del paese, silenziato dai media nazionali, perché è evidentemente intollerabile o pericoloso che anche i dannati della terra, anche gli “ultimi” di questa società, alzino la testa e chiedano diritti, giustizia, uguaglianza. Non è un paese civile quello che accetta che razzismo e malasanità possano mietere vittime impunemente. Un appello da firmare.

La salute dei migranti in Europa. Le strategie dell’OMS

9 marzo 2017 – 10:27 |

Flavia Sesti, Concetta Mirisola, Maurizio Marceca

Il principale obiettivo del Piano strategico è quello di prevenire le malattie e le morti premature delle persone che intraprendono percorsi migratori. Nel dettaglio, il documento è stato elaborato per rispondere alle esigenze di salute connesse al fenomeno migratorio, e in particolare, alla necessità di assicurare la disponibilità, l’accessibilità, l’accettabilità, la sostenibilità e la qualità dei servizi essenziali in ambienti di transito e di accoglienza. Si stima che nella Regione Europea dell’OMS siano presenti oltre 75 milioni di migranti, che costituiscono circa l’8,4% della popolazione europea.

Domande e risposte di cura. La voce dei Vulnerabili

13 giugno 2016 – 12:04 |

Gaia Jacchetti e Marzia Ravazzini

Una ricerca per osservare il rapporto tra i soggetti vulnerabili e organizzazione sanitaria nel contesto urbano utilizzando “la visuale del paziente”, in accordo con la convinzione degli autori che, seppur vulnerabili, i pazienti siano pienamente titolati a partecipare attivamente alla gestione della propria condizione. I soggetti vulnerabili riportano un bisogno sanitario, cui si affianca immediatamente un bisogno di salute più ampio: senza lavoro, con abitazioni insicure, poco alfabetizzati, con famiglie frammentate e affetti lontani si muovono in cerca di cura sapendo che non possono “stare bene” altrimenti.

Salute e migrazione. La voce degli operatori

6 giugno 2016 – 09:53 |

Maurizio Marceca e Salvatore Geraci

La denuncia della SIMM (a Congresso a Torino): alcune Regioni non riconoscono i diritti degli immigrati, sanciti dalla legge: la tutela del minore, l’esenzione dal ticket per gli STP (Stranieri Temporaneamente Presenti), o la possibilità dell’iscrizione volontaria al SSN per alcuni gruppi di cittadini europei. Dal punto di vista sanitario l’attenzione continua a concentrarsi quasi esclusivamente sui presunti rischi di importazione di malattie infettive e non sui necessari interventi di tutela e prevenzione della salute fisica e psichica.

Scabbia e controllo delle neglected tropical diseases

17 aprile 2016 – 23:05 |

Enrico Tagliaferri
I programmi di trattamento di massa sono ormai una strategia consolidata e sono sicuramente utili per abbattere velocemente e ad un costo relativamente basso l’impatto di una malattia su una popolazione e questo è ancor più vero per alcune infezioni e in alcuni contesti. È altrettanto vero che solo attraverso un significativo e diffuso miglioramento delle condizioni socio-economiche si potranno davvero sconfiggere malattie come la scabbia.

Ritardo nella diagnosi. Ritardi di sistema

21 marzo 2016 – 09:55 |

Vincenzo Bello

Ho recensito volentieri questo articolo di Health Affairs perché la mia tesi di laurea in Medicina e Chirurgia, discussa l’ottobre del 2015, verteva proprio sul ritardo nella diagnosi, nel caso specifico nella tubercolosi. L’ipotesi di partenza era che – anche sulla base di alcuni eventi che avevano trovato risonanza e anche allarme nella cronaca locale – ci fosse un eccessivo ritardo nella diagnosi di tubercolosi nella popolazione immigrata.

MMG sans frontières

1 febbraio 2016 – 09:01 | Un commento

Marilena Bertini e Franco Locatelli

A Torino è partito il progetto “MMG Sans Frontières” con l’obiettivo di dare la possibilità a specializzandi in Medicina Generale, in accordo con la loro scuola di formazione, gestita dalla Regione Piemonte, di frequentare corsi organizzati da ONG torinesi e di svolgere almeno un mese del proprio tirocinio in un paese a basso reddito. Le riflessioni di due tirocinanti al termine dell’esperienza in Etiopia e Kenia.

Rifugiati. Editoriali di Lancet e BMJ

16 settembre 2015 – 10:24 | Un commento

Gavino Maciocco

Le riviste mediche devono aiutare i professionisti a scoprire e ad affrontare i determinanti sociali e politici della salute nei paesi poveri e nelle aree di conflitto, e della piaga dell’esodo di milioni di persone. I risultati di salute migliorano sia affrontando le iniquità sociali e politiche che causano le migrazioni, sia rispondendo ai bisogni sanitari dopo la migrazione.

Malattie infettive e immigrazione: facciamo chiarezza

2 settembre 2015 – 10:13 | 5 commenti
immigrazione

Francesco Castelli, Salvatore Geraci, Stella Egidi

Il messaggio che costantemente passa tra l’opinione pubblica è quello di una “pericolosità sanitaria” dell’immigrato, in particolare di chi sbarca, un “untore” da cui difenderci e da bonificare: è evidente che il tema infettivologico, pur riconoscendo alcune situazioni particolari, non è il principale problema del fenomeno migratorio, anzi ci può “distrarre” da una reale attenzione all’accoglienza, alla tutela della salute in senso globale: pensiamo ai traumi psicologici di persone che scappano da guerre e privazioni, che possono aver subito torture e stupri, che hanno visto annegare parenti e amici.

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