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Articoli in Sistemi sanitari internazionali

La nuova sanità veneta

23 marzo 2017 – 10:28 |

Claudio Beltramello

Nel 2015 il Ministero della Salute aveva indicato una ULSS del Veneto (Alta Padovana) quale migliore ASL d’Italia sulla base di criteri d’efficienza e di qualità dei servizi offerti ai cittadini. Una ULSS di 300 mila abitanti, probabilmente il livello ottimale per governare al meglio la complessità di un’organizzazione sanitaria. Ma anche in Veneto ha prevalso la Merger Mania, l’ossessione della fusione delle ASL, nella recente riforma del servizio sanitario regionale.

Trumpcare. Dalla propaganda alla realtà

20 marzo 2017 – 10:32 |

Stefano Guicciardi

A distanza di soli due mesi dal suo insediamento l’amministrazione Trump ha dimostrato un notevole attivismo anche in campo sanitario. Quelli che sembravano discorsi spavaldi si stanno già trasformando in atti amministrativi e in proposte di legge che ridurranno nei prossimi anni i livelli di protezione per milioni di persone. Inoltre la riforma fiscale prevede la riduzione delle tasse dello 0,9% sui redditi individuali superiori ai 200.000 dollari e su quelli familiari superiori ai 250.000 dollari. Il 2% più ricco della popolazione sarà così beneficiato di un taglio di tasse di 275 miliardi di dollari, si tratta di un enorme trasferimento di ricchezza dalle fasce a reddito medio e basso ai più ricchi.

La sanità in Cina

15 marzo 2017 – 10:27 |

Gino Sartor

L’evoluzione della sanità cinese: da emblema dell’efficacia del comunismo di MaoTse-tung (sanità accessibile a tutti, priorità alle cure primarie, radicali miglioramenti della salute della popolazione) alla generale privatizzazione dei servizi (centralità degli ospedali, sanità a pagamento, rovina economica per le famiglie a causa dei costi delle cure, proteste popolari). Negli ultimi anni il governo è intervenuto garantendo un’assicurazione sanitaria quasi universale, ma ancora insoddisfacente. Le lezioni che vengono dalla Cina.

Liquid healthcare

1 marzo 2017 – 15:50 |
Liquid healthcare

Gavino Maciocco

Both in the UK and in Italy, as the political seasons turned, we have gone from fair and reassuring health systems to increasingly unjust and uncertain ones. We have moved on from a “solid” healthcare, to a “liquid” one, to mirror Zygmunt Bauman’s concept of liquid modernity. Today, hardships and suffering are fragmented, dispersed, and widespread, and such is the dissent they produce, too. The fragmentation of dissent, the difficulty in concentrating it and anchoring it to a common cause – to then direct it towards a common foe – makes suffering that much harsher.

La sanità liquida

27 febbraio 2017 – 10:02 |

Gavino Maciocco

In Inghilterra e in Italia, nel volgere di una stagione politica, si è passati da sistemi sanitari equi e rassicuranti a sistemi sanitari sempre più iniqui e insicuri. Si è passati cioè da una sanità “solida” a una sanità “liquida”, mutuando il concetto di società liquida di Zygmunt Bauman. Oggi, privazioni e sofferenze sono frammentate, disperse e diffuse; e così il dissenso che producono. La dispersione del dissenso, la difficoltà di concentrarlo e ancorarlo a una causa comune, per poi dirigerlo contro un colpevole comune, rende le pene solo un po’ più aspre.

La nuova sanità lombarda

23 febbraio 2017 – 12:24 |

Fulvio Lonati

Il sistema sanitario lombardo è in una fase di cambiamento. Una riforma del 2014 ha modificato l’architettura del sistema e una recente delibera sulla presa in carico dei pazienti cronici si rivolge a una molteplicità di erogatori pubblici e privati in competizione tra loro, relegando ai margini il ruolo dei medici di famiglia. I distretti perdono la funzione di coordinamento della rete dei servizi e diventano molto grandi; anche la collaborazione con i Comuni e la valorizzazione delle comunità locali appare marginalizzata, mentre tendono ad accentuarsi le caratteristiche mercantili del sistema.

Chi salverà il Servizio sanitario inglese?

16 febbraio 2017 – 09:56 | Un commento

Gavino Maciocco

La crisi di questi giorni si manifesta con il più classico segnale del fallimento del sistema: ospedali che non riescono a ricevere i malati, dipartimenti di emergenza che scoppiano, chirurgia di elezione sospesa a tempo indeterminato (compresa quella oncologica), chiusura dei reparti di maternità. La reazione della premier Theresa May è stata quella di incolpare i medici di famiglia, accusandoli di non lavorare il fine settimana e minacciandoli di ritorsioni economiche.

Testamento Biologico. Vicini alla meta?

13 febbraio 2017 – 10:34 |

Andrea Lopes Pegna

Il prossimo 20 febbraio inizierà la discussione parlamentare sul testamento biologico. Si ripresenterà lo scontro tra chi è favorevole e chi è contrario all’interruzione dell’idratazione e alimentazione artificiale, che rappresenta uno dei punti cardine del testo unificato, come la possibilità di interrompere terapie quali gli interventi di sostegno vitale. Ma sarà la volta buona? Si arriverà ad approvare una legge fondamentale, voluta dalla maggioranza dei cittadini?

Obbligo vaccinale. Occhio ai dati del Veneto

1 febbraio 2017 – 09:54 | 2 commenti

Massimo Valsecchi

Il Veneto, al pari del trend nazionale, ha registrato un rilevante calo della copertura vaccinale, ma i dati più recenti dimostrano un netto recupero. Il problema ora è capire se anche le altre Regioni hanno un trend comparabile a quello che si sta verificando in Veneto, per evitare inutili allarmismi. La discussione sull’obbligo vaccinale sottende in realtà uno scontro tutto politico su quale sia il livello di autonomia che in sanità è opportuno attribuire alle Regioni.

L’anno che verrà

30 gennaio 2017 – 10:14 | 2 commenti

Gavino Maciocco

“L’accesso ai servizi sanitari è un diritto fondamentale o un privilegio?”. Se lo chiedono negli USA mentre Trump si appresta a cancellare la riforma di Obama. Ma dovremmo chiedercelo anche in Italia, dove milioni di persone rinunciano a curarsi per motivi economici, dove centinaia di migliaia di malati di epatite C sono esclusi dalla terapia salva vita. Stiamo, passo dopo passo, adattandoci all’idea “americana” che l’accesso alle cure sia un privilegio, e non più un diritto. E la politica che dice? Al voto, al voto! Non una parola sui programmi (povertà, lavoro, salute, istruzione, immigrazione, ambiente). Tutto si gioca sulla lotta per il potere e per la propria sopravvivenza politica.

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