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Articoli in Sistemi sanitari internazionali

La lunga estate VAX

3 settembre 2018 – 10:24 | 2 commenti

Marco Geddes

Tra circolari ministeriali (“autocertificazione”), emendamenti alla legge mille-proroghe (“rinvio delle sanzioni”) e disegni di legge (“obbligo flessibile”) la questione vaccini è stata ancora una volta al centro del dibattito politico e delle polemiche. La questione su cui si sono focalizzate le critiche riguarda in particolare un articolo del disegno di legge governativo che introduce quello che è stato definito un “obbligo flessibile”. Il termine “obbligo flessibile” è probabilmente fuorviante, poiché potrebbe far intendere una “flessibilità soggettiva”, mentre il testo fa riferimento a un criterio di obbligo modulato nell’intensità, nel tempo e anche a livello territoriale, in relazione allo scostamento dagli obiettivi fissati di coperture vaccinali o a situazioni epidemiologiche.

Compiti per le vacanze

25 luglio 2018 – 10:13 |

Salute Internazionale va in vacanza: ci rivediamo a settembre!
Per i più volenterosi ecco i compiti per le vacanze estive a cura di Gavino Maciocco: i dati statistici dell’OECD 2017 sui sistemi sanitari di 46 paesi industrializzati a partire dai quali si possono preparare utili grafici.

Julian Tudor Hart. Ricerca clinica e passione politica

16 luglio 2018 – 05:53 |

Angelo Stefanini

Julian Tudor Hart è stato un leader visionario che ha unito la lotta per un’equa assistenza sanitaria di base e la giustizia sociale a forti critiche al mercato nella sanità. Influenzato da maestri come Archie Cochrane e Richard Doll, è stato un pioniere nel combinare metodo epidemiologico e pratica clinica. La sua ricerca ha dimostrato il valore dell’anticipatory preventive care che in Italia ha trovato la sua espressione nella “medicina d’iniziativa” in cui “il medico si prende cura in maniera attiva delle persone, invitandole a sottoporsi ai controlli e offrendo loro un insieme di interventi personalizzati che, iniziando prima dell’insorgere della malattia, o prima che essa si manifesti o si aggravi, possano curarla nel corso degli anni e rallentarne l’evoluzione”.

Accesso alle cure negli USA. Gli effetti dell’Obamacare

11 luglio 2018 – 10:17 |

Fabrizio Toscano, Davide Golinelli, Andrea Bucci

I risultati ottenuti dalla riforma sanitaria di Obama sono decisamente incoraggianti quando si guarda al numero di persone messe nelle condizioni di accedere economicamente all’offerta di servizi sanitari. Nonostante questo, per via della struttura particolarmente articolata del sistema sanitario statunitense, i non-assicurati continuano ad incontrare difficoltà nell’accesso alle cure, dovendo spesso ripiegare su quei servizi strutturati come “rete di sicurezza”, non presenti in tutte le comunità.

Spesa pubblica e mortalità infantile nella “Sala d’attesa di Dio”

9 luglio 2018 – 09:08 |

Giacomo Galletti

Lo studio dimostra che le politiche specificatamente indirizzate alla salute dei neonati riducono la mortalità infantile in modo significativo. Gli autori arrivano a questa conclusione dopo aver considerato la spesa sanitaria dello stato della Florida non nel suo complesso (con effetti statisticamente non significativi), ma solo nella sua componente relativa ai programmi finalizzati alla salute infantile. Nel caso di targeted programs, un incremento di spesa del 10% ridurrebbe la mortalità del 2,1% circa. Se si guarda poi ai solo neonati di colore, l’effetto è addirittura il doppio (4,04%).

I primi 40 anni della Legge 180. La sfida continua

17 giugno 2018 – 23:25 |

Davide Bruno
Oggi gli operatori della salute mentale si trovano invece sempre più spesso soli di fronte ai pazienti, alle loro famiglie, e alle responsabilità legate al proprio lavoro, spesso in relazione ad una sempre maggiore aziendalizzazione della sanità pubblica, più attenta a “far quadrare i conti” che alle esigenze di malati e curanti. Così è possibile ravvisare nuovi “piccoli manicomi” laddove vengono creati servizi poveri, latitanti, abbandonati, che soddisfano le esigenze del risparmio piuttosto che quelle della cura e del prendersi cura.

Welfare Day. Ma dai…

11 giugno 2018 – 11:11 |

Marco Geddes

La Società per Azioni RBN Salute che è, per raccolta premi e per numero di assicurati, la più grande compagnia italiana specializzata nell’assicurazione sanitaria, vuole apparire quale garante del diritto alla salute previsto dall’articolo 32 della nostra Carta costituzionale. Ciò che renderebbe effettivo tale diritto è, per i promotori del Welfare Day, lo sviluppo generalizzato per tutti i cittadini della sanità privata.

La metamorfosi dell’India

4 giugno 2018 – 10:18 |

Marta Tilli

L’India nell’arco di pochi decenni è passata da paese povero in via di sviluppo a potenza industriale mondiale. Una metamorfosi che si è riflessa anche nelle condizioni di salute della popolazione che sono complessivamente migliorate, ma che mostrano enormi diseguaglianze e paradossi. Basta vedere le 4 principali cause di morte: cardiopatia ischemica, pneumopatia cronico-ostruttiva, diarrea e polmonite – e i 4 principali fattori di rischio:  malnutrizione, inquinamento, rischi alimentari e ipertensione. Per la prima volta uno studio analizza lo stato di salute dei 29 stati e dei 7 territori di cui si compone l’India.

I 70 anni del NHS

28 maggio 2018 – 09:06 | Un commento

Gavino Maciocco

L’istituzione National Health Service avvenuta nel 1948 è stata una fondamentale svolta nel concetto di salute (un “diritto universale”) e di assistenza sanitaria (“un servizio sanitario onnicomprensivo volto a garantire il miglioramento della salute fisica e psichica delle persone attraverso gli interventi di prevenzione, diagnosi e cura delle malattie”). Molti sistemi sanitari lo hanno emulato, tra cui il nostro. 70 anni di storia che raccontano le profonde trasformazioni che sono avvenute negli ultimi decenni, con una forte spinta verso la privatizzazione  dei servizi, mentre rimane (per ora) pubblico il sistema di finanziamento, basato – come all’origine – sulla fiscalità generale.

Il Def sei tu. Chi può levarti di più?

16 maggio 2018 – 09:45 | Un commento

Marco Geddes

Il Documento di Economia e Finanza (Def) certifica il definanziamento del servizio sanitario nazionale, non perché si prevede che la crescita di spesa sarà eccessiva (anzi, sarà irrisoria), ma perché, in assenza di adeguate politiche finanziarie e fiscali, tale comparto è stato utilizzato e sarà utilizzato, in un diffuso silenzio delle forze politiche e sindacali, quale bancomat per ridurre la spesa pubblica e il debito pubblico. Il futuro ci descrive come un paese fin troppo parsimonioso nel settore sanitario, con un indebolimento del sistema pubblico non nella speranza, ma nella volontà di fare spazio a forme alternative di finanziamento intermediato, meno eque e più onerose per le famiglie.

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