Il Grillo Microbiologo

safe_image.phpGavino Maciocco

Ancora una volta Beppe Grillo si cimenta nel terreno delle malattie infettive. Questa volta è allarme tubercolosi a causa degli immigrati. Però – osserva un gruppo di esperti – quando si parla di malattie, soprattutto di tubercolosi, che evoca tristi ricordi, paure irrazionali, stigma bisogna stare attenti, perchè l’informazione deve essere scrupolosa, attenta e non fuorviante e purtroppo sono in molti a parlarne in modo maldestro.


Chissà da dove deriva la passione di Beppe Grillo per le malattie infettive?

Per anni è circolato – e tutt’ora circola – un video tratto da uno spettacolo del 2000 in cui il comico genovese sosteneva – riecheggiando tesi del tutto screditate – che l’AIDS era la bufala del secolo, che l’HIV non esisteva e che la terapia antiretrovirale era da evitare.

Quel video, visto e rivisto, ha fatto proseliti al punto che Alessandra Cerioli, presidente della Lila (Lega italiana per la lotta contro l’Aids), nel maggio 2012 sentì la necessità di rivolgersi al promotore del M5S: “Le scriviamo  perché crediamo che sia venuto il momento di chiedere una sua chiara, aggiornata e seria presa di posizione sul tema Hiv/Aids, dato che il suo nome viene molto sbandierato, grazie a un suo spettacolo di qualche anno fa, in innumerevoli e-mail che riceviamo e post che affollano siti e social network nostri e altrui, compreso il suo blog. Siamo perfettamente consapevoli che lo spettacolo teatrale di un comico, che si avvale di un particolare linguaggio, chiamiamolo iperbolico, non equivale a un programma politico. Altrettanto però non si può dire di parecchi suoi attuali estimatori, che quello spettacolo lo stanno usando contro di noi e contro il buonsenso. Quella, del resto, resta l’unica sua forte, esplicita, pubblica presa di posizione sull’argomento Hiv/Aids: in appoggio alle ipotesi negazioniste. Che oggi vengono riproposte, e con rinnovato vigore, anche facendosi forza della sua sottoscrizione”. Vedi anche due post di Saluteinternazionale.info.

Se il Grillo microbiologo gettava acqua sul fuoco sul problema AIDS, negandone persino l’esistenza, tutt’altro approccio viene tenuto nei confronti della tubercolosi: allarme, allarme e ancora allarme immigrazione: 50 mila poliziotti a rischio!!! Ecco cosa si legge nel suo blog:

“Il Passaparola di ieri con l’ingresso delle malattie infettive dall’Africa e il contagio di tbc di 40 poliziotti finora accertati è caduto nel nulla. Come se non fosse un problema nazionale il ritorno di malattie debellate da secoli in Italia. Per la tbc non esiste un vaccino che provveda una protezione affidabile per gli adulti, si trasmette per via aerea e le cure richiedono anni. Vogliamo reimportarla, reimportiamola! Ma facciamolo alla luce del sole, informando la popolazione che alla polizia non vengono forniti neppure gli strumenti minimi di profilassi. Qui per evitare il tabù del razzismo arriviamo alla situazione grottesca degli Stati africani che chiudono le frontiere tra loro per paura del diffondersi dell’ebola, che ha 21 giorni di incubazione, mentre noi le lasciamo spalancate senza fare alcun accertamento medico su chi arriva da chissà dove nel nostro Paese.
I triti e ritriti confronti degli italiani come popolo di migranti che deve comprendere, capire, giustificare chiunque entri in Italia, sono delle amenità tirate in ballo dai radical chic e dalla sinistra che non pagano mai il conto e da chi non vuole affrontare il problema. Quando i nostri bisnonni approdavano negli Stati Uniti, Paese della Libertà, dopo aver visto la Statua con la fiaccola accesa, venivano subito confinati a Ellis Island in quarantena.”

Ed ecco cosa rispondono i più importanti esperti del settore:

Gentile Sig. Grillo,

leggiamo con attenzione quanto ha scritto sul problema immigrazione e malattie, con esplicito riferimento alla tubercolosi. Premetto che potremmo cavarcela in fretta, per esempio rispondendo che questo è solo un aspetto dell’altra faccia della medaglia di una globalizzazione esasperata, che da un lato vuole trarre profitto da nuovi mercati e da merci prodotte a basso costo ma dall’altro rifiuta quanto di negativo c’è nell’altra parte del pianeta, ovviamente escluso dalla spartizione di ricchezze sempre più concentrate. Ma sarebbe troppo facile e superficiale. Però quando si parla di malattie, soprattutto di tubercolosi, che evoca tristi ricordi, paure irrazionali, stigma bisogna stare attenti, perchè l’informazione deve essere scrupolosa, attenta e non fuorviante e purtroppo sono in molti a parlarne in modo maldestro. Potremmo dirle per esempio che i nostri bisnonni erano tenuti in quarantena perchè allora la tubercolosi non era curabile, ora si può guarire. Potremmo dirle per esempio che invece la chiusura delle frontiere dei paesi africani è ampiamente giustificata, perchè di Ebola si muore. Potremmo dirle che i poliziotti a cui fa riferimento non sono ammalati di tubercolosi ma solo infettati, e non stiamo a spiegare la differenza tra malattia ed infezione perchè dovremmo scrivere un trattato di tisiologia. Potremmo anche dirle che Stop TB Italia ha partecipato con un suo eminente rappresentante ad una giornata di formazione sulla tubercolosi organizzata dalla Marina Militare proprio per conoscere meglio rischi, possibilità preventive e di difesa degli operatori impegnati nelle operazioni di soccorso ai migranti. Potremmo dirle anche che il maggior problema che quotidianamente dobbiamo affrontare è la paura di un rimpatrio forzato, che tiene lontani gli immigrati dai servizi sanitari e consente la diffusione dei bacilli nell’aria che respiriamo tutti. Potremmo dirle, infine, che questo “è” un problema, che conosciamo da più di 20 anni, che affrontiamo con le conoscenze che abbiamo e le forze che la POLITICA ci mette a disposizione; recentemente proprio su questo problema c’è stato uno scambio di informazioni e di idee con alcuni rappresentanti del suo movimento in Sicilia; l’ipotesi, condivisa, era di riprendere un vecchio disegno di legge che giace nei cassetti del Senato da circa quattro anni e presentato in occasione degli Stati Generali della Tubercolosi, attualizzarlo e riproporlo all’attenzione dei parlamentari. Se vuole fare qualcosa di positivo per difendere gli italiani da questo morbo reimportato, può farlo. Attraverso il suo Movimento. Invitiamo esplicitamente anche tutti gli altri partiti ad interessarsi al problema, magari attraverso una sessione parlamentare per informare e prendere decisioni, formulare strategie e policies nazionali, sostenere le attività internazionali per consentire, magari, di curare più facilmente gli immigrati prima che diventino tali.

A disposizione e cordiali saluti.

 

Giorgio Besozzi Presidente di Stop Tb Italia Onlus

3 settembre 2014

 

La lettera è stata sottoscritta da:

Riccardo Alagna Project Manager and Biologist, WHO Collaborating center San Raffaele Scientific Institute, Milano

Andrea Atzori Head of international realtions, Medici con l’Africa Cuamm

Delia Boccia, BSc, PhD Faculty of Epidemiology and Population Health Department of Infectious Disease Epidemiology London School of Hygiene and Tropical Medicine, London

Dante Carraro Direttore Medici per l’Africa Cuamm

Francesco Castelli Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive Università degli studi di Brescia

Rosella Centis WHO Collaborating Centre for TB and Lung Diseases, Fondazione S. Maugeri IRCCS

Luigi Ruffo Codecasa Responsabile Centro Regionale di Riferimento per la Tubercolosi Istituto Villa Marelli-Az. Osp. Niguarda Ca’ Granda, Milano

Daniela Maria Cirillo, MD PhD Head of Emerging Pathogens Unit TB Supranational Reference laboratory San Raffaele Scientific Institute

Carlo Contini Direttore della Sezione e della Scuola di Specializzazione di Malattie Infettive Università di Ferrara

Lia D’ambrosio WHO Collaborating Centre for TB and Lung Diseases, Fondazione S. Maugeri IRCCS

Giovanni Ferrara Senior Consultant (överläkare) in Respiratory Diseases Karolinska University Hospital, Solna, Sweden

Maurizio Ferrarese Dirigente medico Pneumologia – Centro Regionale di Riferimento per la Tubercolosi Azienda Ospedaliera Ospedale Niguarda Ca’ Granda

Enrico Girardi Direttore, UOC Epidemiologia Clinica – Dipartimento di Epidemiologia e Ricerca Preclinica Director, Clinical Epidemiology Unit – Department of Epidemiology and Preclinical Research Istituto Nazionale Malattie Infettive “L. Spallanzani” – IRCCS, Roma

Andrea Gori Director Division of Infectious Diseases “San Gerardo” Hospital University of Milano-Bicocca

Giuseppe Ippolito Scientific Director National Institute for Infectious Diseases Lazzaro Spallanzani, Roma

Roberto Luzzati SC Malattie Infettive, Ospedale Maggiore, Trieste

Giampaolo Mezzabotta (MD MPH DTM&H) Medical Officer (Tuberculosis) World Health Organization UN House, PO Box 108 – Pulchowk Kathmandu – NEPAL

GB Migliori, MD, FRCP (London) Director WHO Collaborating Centre for TB and Lung Diseases, Fondazione S. Maugeri, Care and Research Institute, Tradate, Italy.

Maria Rosalia Pasca, PhD Researcher in Microbiology Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Lazzaro Spallanzani”, Pavia

Giovanni Putoto Responsabile Programmazione, Medici con l’Africa Cuamm

Mario Raviglione Director of the Global TB Programme at the World Health Organization (WHO)

Giovanna Riccardi Dipartimento di Biologia e Biotecnologie Università degli Studi di Pavia

Luca RicheldiProfessor of Respiratory Medicine, Chair of Interstitial Lung Disease University of Southampton

Giovanni Sotgiu, PhD, MD Associate Professor of Medical Statistics and Clinical Epidemiology Epidemiology and Medical Statistics Unit, Department of Biomedical Sciences – Faculty of Medicine – Sassari University, Italy

Matteo Zignol WHO

8 commenti

  1. Condivido e sottoscrivo pienamente quanto scritto, sottolineando che il prestare assistenza alle persone immigrate nel nostro Paese non è solo un dovere etico dettato anche dalla nostra costituzione, ma è anche la prima prima forma di difesa della popolazione, basandosi da sempre la lotta alla tubercolosi sul controllo delle sorgenti di infezione, non solo un controllo farmacologico, ma anche la messa a disposizione di condizioni di vita accettabili per chi si trova in condizioni critiche.
    Gianfranco Tarsitani – Ordinario di Igiene nella Sapienza di Roma

  2. Allargando l’analisi….probabilmente Grillo ha un unico problema, che è quello di parlare (lo fa da sempre, con anticipo, vedi Parmalat, Sip/Telecom, etc etc). Parlare di un argomento, a volte in modo provocatorio, contraddittorio e superficiale, alimentato da -magari- teorie scientificamente non dimostrate, è una maniera per tenere acceso un faro, e puntarlo sull’argomento. La discussione alla luce del sole, probabilmente fa emergere il buono, il giusto (in un paese in cui l’informazione “dovrebbe essere libera” ). Purtroppo se non fosse per queste persone, tante e troppe volte i silenzi, Istituzionali e Scientifici, hanno lasciato spazio a dubbi e perplessità sul Sistema salute stesso (big-pharma NON è certo una no profit con finalità sociali). Troppe volte la scienza, nei sui rappresentanti istituzionali ed occasionali, ha nascosto verità e garantiti altri interessi secondari/personali. Se Grillo riesce ad avere una maggiore visibilità rispetto alla Scienza, il problema non è di Grillo, ma della Scienza e della sua credibilità che si manifesta in modo poco chiaro e credibile “probabilmente”, e non certo per colpa di Grillo. Che le “caste” (medici inclusi) e i grossi interessi delle multinazionali esistano, non è certo colpa di Grillo, ma del sistema. Il Sistema è un prodotto di questa Società, e questa Società ha prodotto questo Sistema, NON lamentiamoci (loop negativo). Probabilmente ci ha fatto comodo stare defilati per molto tempo, per tanti motivi. Al prossimo giro, PARTECIPIAMO, e probabilmente i Grilli di turno non ci saranno più, avremo una migliore Società ed un miglior Sistema (loop positivo)….

    Saluti, f

    1. Federico, i “fari” accesi da Grillo fanno sì che le persone non si curano l’AIDS, non usano il preservativo, smettono di vaccinarsi, s’incazzano con gli immigrati che portano la tbc. Un bel risultato, non c’è che dire. E poi si può essere contro le malefatte di Big Pharma e delle multinazionali, senza sparare fandonie. Grillo se lo poteva permettere quando faceva il comico, ma ora che fa il politico e che ogni sua frase viene riportata da tutti i canali d’informazione (e più la dice grossa più fa rumore) i danni che ne derivano sono enormi. Riflettici. G

      1. Caro Gavino (mi permetto la confidenza perchè Ti leggo da tempo e continuerò a farlo)….forse mi sono espresso male, la mia breve analisi non voleva dare ragione a Grillo, tutt’altro, voleva mettere in evidenza che NON esiste una contrapposizione AFFIDABILE e CREDIBILE agli urlatori. Chi dovrebbe dare risposte sulla salute, non c’è, e non c’è da tempo. Quando il ministero della salute è subalterno a quello dell’economia, di quale salute e sanità parliamo? Se ora il grillo di turno è solo in “nostro” modo di lavarci le mani per l’ennesima volta, va bene….La prevenzione in questo paese non è mai partita (e mai partirà “nel senso culturale del termine” non certo per colpa di Grillo). …Se poi per prevenzione verso l’aids siamo rimasti ai volantini, belli e colorati, anche no Gavino….nelle scuole cosa abbiamo fatto??? (fermo restando che ci siano ancora scuole degne di essere chiamate tali in cui si insegna qcosa). Quanto alle malattie, sappiamo benissimo che la tbc in italia, si è presentata da qualche anno, ma l’importante è come al solito far finta di niente, se non porci il problema quando c’è un urlatore di turno. Caro Gavino lo sai benissimo tu, che lo insegni a me, la società e la sanità sono cambiati, ma l’importante è far finta di nulla fino al prossimo urlatore; i veri danni sono della politica che non decide, e oramai non lo fa da anni…
        Un abbraccio..
        federico.

  3. Vi invito ad andare a leggere sul blog il post originale invece di basarvi su virgolettati. Grillo ha semplicemente dato spazio a una lettera del sindacato di polizia che chiede l’equiparazione della dotazione tra polizia e marina, si tratta di sicurezza sul lavoro. Se i su citati professori pensano che sia così tollerabile la sola infezione da tubercolosi possono suggerire all’arma di cui a quanto pare sono consulenti, di abbassare la propria dotazione di protezione equiparandola a quella della polizia di stato.

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